Cyberbullismo: incontro con la Polizia Postale

Mercoledì 15 maggio si è svolto in aula Magna un incontro rivolto a tutte le classi prime dell’Istituto G. Falcone sulla prevenzione e il contrasto al cyberbullismo e sui rischi nell’utilizzo della rete e dei social. Presente come relatore l’ing. Roberto Surlinelli, direttore tecnico superiore del Compartimento Polizia postale di Genova, esperto in sicurezza dei sistemi informatici e in digital forensic.

E’ stata una mattinata ricca di approfondimenti e riflessioni su un tema molto attuale che riguarda i giovani da vicino, dato che circa 4 ragazzi su 10 di età compresa tra 12 e 18 anni sono connessi oltre 6 ore al giorno*.
Ma cos’è il cyberbullismo? Per cyberbullismo s’intende “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno a minorenni, realizzata per via telematica”.

Dopo una panoramica sulle più diffuse applicazioni per i dispositivi mobili e non, il relatore ha coinvolto gli studenti in una riflessione sull’importanza dell’utilizzo consapevole della rete e degli strumenti tecnologici. Alcune cose da sapere: la diffusione di materiale tramite internet è incontrollabile e non è possibile prevederne i limiti; il cyberbullismo può avvenire ovunque, a ogni ora del giorno e della notte, invadendo anche gli spazi personali; in internet l’anonimato svincola dalla percezione della realtà e porta ad essere più disinibiti, comportando spesso gravi rischi per la privacy.

Si è parlato di vamping, la nuova tendenza in voga tra gli adolescenti che definisce l’abitudine di restare svegli la notte a chattare e navigare su internet. Il fenomeno riguarda il 25% dei giovani ed è in forte crescita**. I rischi connessi al vamping sono diversi ed includono irritabilità, perdita di concentrazione, insonnia, dipendenza dallo smartphone.
E’ stato poi approfondito il fenomeno del sexting che consiste nell’invio di messaggi via smartphone ed Internet corredati da immagini a sfondo sessuale. Questi messaggi possono passare repentinamente e in maniera incontrollata da un telefono all’altro, e, senza che la vittima ne sia a conoscenza, possono arrivare a persone sconosciute. Da un’indagine svolta su un campione di 2800 studenti tra 11 e 17 anni risulta che 2 ragazzi/e su 5 hanno fatto sexting almeno una volta, e che il primo messaggio viene inviato tra gli 11 e i 14 anni.

Il cyberbullismo colpisce il 12% dei ragazzi; tra le vittime, l’11% ha tentato il suicidio mentre il 50% pratica autolesionismo*.
E’ stato mostrato il video “Mai più un banco vuoto” ispirato alla storia di Carolina Picchio, una ragazza di Novara che nel gennaio 2013, a soli 14 anni, a causa del cyberbullismo si è tolta la vita lanciandosi dalla finestra della sua camera. Il video ha commosso gli studenti, che sono stati invitati a riflettere in particolare sull’ultima frase scritta da Carolina al padre prima di suicidarsi: “Le parole fanno più male delle botte”.

Dopo la tragica vicenda di Carolina è nata la prima legge italiana per la lotta al cyberbullismo e si sono svolti i primi processi in Italia per cyberbullismo. La legge n°71/2017 prevede per il minore vittima di un sopruso on line, l’agevolazione della rimozione dei contenuti offensivi dalla rete, e per il “cyber-bullo” l’ammonimento e l’inserimento in percorsi sociali di rieducazione. I ragazzi hanno accolto positivamente l’idea di un’educazione alla Rete, soprattutto contro i rischi del cyberbullismo, che oggi è diventato un’emergenza civile e un problema sociale, per contrastare il quale non serve osteggiare l’innovazione tecnologica, ma piuttosto è necessario un deciso cambiamento culturale.

* Indagine di Skuola.net, Università di Firenze e La Sapienza di Roma condotta su 10.000 studenti tra i 12 e i 18 anni.
** Ricerca di Telefono Azzurro e Doxa Kids su 1200 ragazzi tra i 12 e i 18 anni.